DARKTHRONE - Hate them
Un nuovo capitolo che nessun fan dei Dark Throne esiterebbe a comprare a scatola chiusa. Questa è l'essenza di chi suona primitivo! Due personaggi, Fenriz e Nocturno Culto, uniti in un legame unico e vitale dal progetto Dark Throne fin dagli anni '80. Un concept unico e sensazionale fatto di odio, paganesimo, aggressività, negatività e oscurità. Un grande passato non è sufficiente a una band per continuare a farsi strada nel futuro e i Dark Throne continuano a fare del loro meglio nonostante le critiche subite dopo l'uscita degli ultimi dischi. Ultimamente Fenriz e il suo compagno non hanno voglia di suonare tecnici e brutali come una volta, ma credo che cerchino piuttosto di semplificare tutto quanto creando e basandosi su riffs dei semplici che vanno dritti allo scopo. Del resto, credo anche che non avrebbero portato nulla di nuovo neanche a loro stessi se avessero continuato a suonare come in "Transilvanian hunger" o in "Under a funeral moon" e così si comportano da veri artisti, componendo un disco solo quando avvertono l'esigenza di esprimersi e registrando l'intero full-lenght in pochissimo tempo proprio come accadeva negli anni '80. Per questo non dobbiamo stupirci più di tanto se un disco come "Morbid Tales" è stato registrato in soli 6 giorni! La verità è che potremmo stare delle ore a parlare, ma i Dark Throne saranno sempre i Dark Throne e questo disco uscito a 17 anni di distanza dalle prime release della band, ne è la più concreta testimonianza. Le parti vocali somigliano molto alle linee adottate in "Panzerfaust", ma i riffs sono di una linearità e di un'efficacia che solo i Dark Throne avrebbero potuto sviluppare. Ascoltate le prime tre songs, "Rust", "Det Svartner Nå" e "Fucked up and ready to die" e vi renderete subito conto del fatto. Un disco consigliato soprattutto se avete tutti gli altri indimenticabili capitoli della band. (B.E.).
DARKTHRONE - Plague Wielder
Dopo due grandi capolavori come "Total death" e "Ravishing grimness", i Dark Throne ci danno una nuova e durissima lezione. Il loro black metal è di qualità superiore, freddo, primitivo e crudele, perché è così che dovrebbe essere... La loro tecnica è ancora più affinata e le vocals sono ancora più tetre e sofferenti di quanto non siano state in passato. La miglior band di black metal al mondo ancora in attività, dunque. Oggi come oggi solo i superbi Carpathian Forest possono tener loro testa. Dimostrano di potersi esprimere liberamente solo quando ne sentono il bisogno perchè sanno riconoscere qual è il momento giusto per entrare in scena. Dopo "Total Death", girava voce che il gruppo si era sciolto, ma erano solo dicerie, e così i Dark Throne sono tornati per dimostrare a tutti che il black non è morto e non è così banale come lo intendono oggi le persone normali. Il loro genere non è destinato alle masse poiché le persone sono troppo stupide e mediocri per capire un discorso musicale e di vita quotidiana che esiste da circa 20 anni. Il disco contiene 6 canzoni, tutte lunghe e ben strutturate. Grandiosi i riffs e le parti di batteria: i due si superano continuamente l' un l' altro in fatto di tecnica e fantasia compositiva. Micidiali i cambi di tempo in cui è sempre presente l' influenza anni '80 di Bathory, Celtic Frost o Hellhammer. Un alone putrido e tremendamente oscuro pervade l' atmosfera delle loro kill-songs che a tratti mi ricordano i magnifici Dodheimsgard dei primi due album. Un disco che dovete comprare subito, poichè da "Weakling avenger" fino a "Wreak", il discorso è sempre lo stesso: true norwegian black metal! (B.E.).
Anno: 2000
DARKTHRONE - Sardonic wrath
Un nuovo ed improvviso ritorno, quello dei Dark Throne. Un disco che riprende da dove "Hate them" ci aveva lasciati. Le cose non sono cambiate quasi per niente. Il sound darkthroniano è sempre più primitivo e senza compromessi. Ed è per proprio questo che mi lascia deluso. Mentre tra "Plague Wielder" ed "Hate them", le differenze erano ben definite, fra lo stesso "Hate them" e quest'ultimo capitolo c'è ben poco da aggiungere. Si tratta comunque di un ottimo disco che non delude le attese, ma da una band come i Dark Throne, sinceramente, mi aspettavo di più. Poiché questa non è la miglior risposta ad altrettanti capolavori come "Terror propaganda", "Total soul rape" o "Defending the throne of evil". Non sapete con quale difficoltà mi ritrovo a scrivere queste parole, ma più ci penso e più sono convinto che per una volta i Dark Throne abbiano sbagliato. Avrebbero dovuto attendere ancora per qualche tempo e aspettare di proporre delle nuove soluzioni che avrebbero portato avanti il genere o almeno avrebbero differenziato quest'album dal precedente. Questa è l'unica critica che rivolgo alla più grande band di blackdeath metal al mondo. Sufficiente a farmi considerare "Sardonic Wrath" un album non indispensabile per la mia collezione. Mi dispiace. (B.E.)
DARKTHRONE - The cult is alive
Il titolo prometteva bene. Ma purtroppo si tratta di un flop preannunciato. Dopo lo sterile quanto incolore "Sardonic Wrath", i Dark Throne ci riprovano proponendo una miscela punk hardcore black metal che ha davvero del ridicolo. I pezzi sono tutti omogenei, a volte perfino banali. Va bene sperimentare nuove soluzioni, ma qui stiamo veramente toccando il fondo! Sono sempre stato ottimista ner confronti di Fenirz e Nocturn Cult ma ragazzi qui non ci siamo proprio. Di fronte ad una marea di gruppi pronti a sbaragliare la concorrenza, i Dark Throne sembrano tornare sempre più indietro nel tempo. Il concetto di primitività espresso da Fenriz non regge più poichè non sussiste più alcun concept all'interno del progetto. Che altro aggiungere? Se non sono pronti per proporre un disco all'altezza del nome che la band porta, allora mi farebbe tanto piacere se la band stessa si sciogliesse. Senza rancore. (B.E.)