FROSTMOON ECLIPSE - Death is coming
Prodotto dalla ISO666, che promuove una campagna 'Anti-Satyr', il seguito di "Gathering rhe dark" prosegue sulla stessa scia del suo predecessore, offrendoci un black metal sempre più tecnico, brutale e senza compromessi. Si sente lontano un miglio qualsiasi influenza legata al deathblack che solo chi è cresciuto con gruppi come Napalm Death, Malevolent Creation può avere. Un capitolo dunque molto interessante, ricco di spunti, nuove soluzioni, ma purtroppo anche poco innovativo. Il black metal dei Frostmoon Eclipse, infatti, non propone nulla di nuovo a quanto già ci hanno dato in passato i grandi nomi. Questa mia osservazione, però, non è una critica, ma piuttosto un consiglio che do al gruppo e al grande Gionata di osare di più e spingersi oltre ogni schema ed oltre ogni idea di metal estremo. Suonando un genere che nessuno ha mai sperimentato, si entra nella storia, ma solo se si è dei veri geni! Parlo di gruppi come Slayer, Metallica, Bathory, Celtic Frost. Se questi ultimi non avessero suonato mai come in "To mega therion" e si fossero intestarditi nel suonare sempre più primitivi come negli HellHammer, non sarebbero mai arrivati all'apice di "Into the pandemonium". Se i Dodheimsgard non avessero abbandonato il black metal, non avrebbero mai scritto un disco come "666 international" e gli Arcturus non avrebbero mai suonato come in "La masquerade infernale". E tutto ciò vale per qualsiasi band che suona black metal oggi. Compresi Marduk e Dark Funeral che secondo me risultano inferiori a Craft e Shining. Non voglio togliere nessun merito ai Frostmoon Eclispe che con "The darkest season of humanity", "Funeral" e altri brani come "World in ruin", trasformano ogni disco in una perla di puro culto underground da custodire gelosamente. Il mio consiglio è solo quello di uscire più dagli schemi per azzardare e aspirare ad un successo internazionale che farebbe invidia a chiunque. E lo dico solo perché i Frostmoon Eclipse hanno tutte le carte in regola per farlo! (B.E.)
Anno: 2000
My Space
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GRAND BELIAL 'S KEY - JudeoBeast Assassination
Quando mi è arrivato il pacco con dentro questo CD, ero felicissimo. Prima ancora di averlo aperto e di aver tolto il cellophane dalla custodia del dischetto, scopro che il CD contiene una copertina diversa e una canzone in meno (una cover di GG Alin) rispetto alla versione in vinile che è stato pubblicato dalla EAL e non dalla francese Drakkar. Comunque, ero sicurissimo che questa grandissima band non mi avrebbe mai potuto deludere e così è stato. Il deathlack metal suonato da Gelal e soci è di qualità nettamente superiore rispetto alle decine e decine di mediocri bands europee. Loro sono americani, ma non hanno nulla a che fare col pensiero mediocre e cristiano che pervade il classico cittadino statunitense. La perversità contenuta nei loro testi è semplicemente unica, mentre la loro musica è fredda, oscura, brutale e spietata. Un disco concepito per ridicolizzare il dio ebreo e calpestare il suo falso onore proprio nel momento della sua resurrezione! La blasfemia che invade le liriche è a dir poco ossessionante, tant’ è vero che nello sfondo di ogni pagina del booklet è raffigurato un Cristo che, fra i romani e la popolazione, porta sulle spalle la sua maledetta croce. E se non ne avete abbastanza, vi basta leggere soltanto qualche titolo delle loro canzoni: "Fecal partutition", "Pimps of Gennasaret", "The shitagogue" o "Satanicunt". Le copertine dei GBK sembrano delle alterazioni di alcuni manuali del catechismo dei bambini, tanto carini quanto subdoli e meschini come tutta la morale cristiana che ogni giorno continua ad insinuarsi indegnamente fra la gente. Da segnalare le foto dei componenti che figurano senza war paint, borchie o catene, in chiaro segno di protesta contro tutto il black metal di oggi che non merita supporto finché ci saranno ancora in giro tutte quelle bands melodiche e così schifosamente romantiche. Vi consiglio di acquistare la copia su vinile e di ascoltarvi le melodie malinconiche e malvagie di Gelal e soci solo se siete dei seguaci del male più puro e dell’ anticristianità più brutale e spietata. I Grand Belial ‘s Key hanno di nuovo fatto centro e chi ancora non li conosce non può che essere un perfetto idiota. Hail Gelal, hail evil black metal, aspetto con ansia un nuovo ritorno della bands per godere con loro nel momento in cui il black metal sarà distrutto e poi ricostruito!! (B.E.)
Anno: 2000