COLDWORLD - Melancholie 2
Un'altra doccia gelida firmata Coldworld. Malinconia al quadrato recita il titolo. Come se non ne avessimo abbastanza! Ma il popolo dei tristi e dei depressi ha sempre bisogno di deprimersi con capolavori come questo. E'sempre un piacere, proprio come un caffè! L'inizio della fine è "A dream of a dead sun" il cui titolo parla da solo. Virata che strizza l'occhio ai Lifelover: abbiamo "Tortured by solitude". Una vera chicca da con un arricchimento tastieristico molto vago e di contorno ma che sembra rievocare qualche fantasma. Un passaggio sibillino e tremendamente efficace che lacera il suono e rompe definitivamente il ghiaccio. Un ghiaccio che torna a sprigionare freddo gelido che vi stringerà in una morsa mortale con "Winterreise". Semplicemente quanto di più oscuro e ossessionante ci si possa aspettare. Un'entrata imprevista: brano di circa 4 minuti che sembra quasi un intro ma che invece è semplicemente grandioso, indescrivibile. "Schmerzensschreie" è il ritorno alla normalità, mentre "Red snow" affonda il coltello nella piaga rievocando quasi l'atmosfera di "Winterreise" in un primo momento e sprigionando la solita energia negativa. Il turbine sonoro dell'accoppiata ritmica fra chitarra e batteria è sempre qualla zanzarosa alla Burzum ma ciò che distingue i Coldworld dagli altri gruppi del genere è proprio questa loro grandissima capacità di emergere suonando con maggiore energia, creando queste atmosfere così gelide. Un concetto semplice a dirsi ma non a farsi! Prendete il finale della stessa "Red snow" e mi darete ragione. Un tuffo in un oscuro abisso che scompare e ritorna con "Stille", nuovamente sulle tracce di "Winterreise". Georg Börner è semplicemente un Dio! (B.E)
ORANNSI PAZUZU - Muukalainen Puhuu
Sensazionale novità nel mondo del black metal. Gli Orannsi P. sono un gruppo completamente fuori dagli schemi, psychedelic black metal! Finora solo gli Enslaved avevano creato un mix molto efficace di black metal e musica anni'70 ma gli hanno una componente maggiormente psichedelica e fanno un uso davvero magistrale delle tastiere. Le atmosfere che riescono a creare sono oniriche, maestose, ammalianti e probabilmente a volte si avverte un senso di cacofonia, una piacevole dissonanza che taglia metà il suono. Siamo in presenza di un capolavoro realmente concreto e innovativo e pertanto molto difficile da descrivere a chi non ha mai ascoltato il disco. Un vero punto d'incontro fra il sound del rock doom anni '70 (Black Sabbath e Electric Wizard su tutti) che incontra l'influenza black metal più old school! Disco praticamente obbligatorio e fra i migliori di quest'anno. Obbligatori. (B.E)
MONARQUE - Ad Nauseam
Signore e signori ecco a voi il gruppo black metal francese definitivo. E'dura scegliere fra i tantissimi dischi stupendi che stanno venendo dall'oltremanica ma quando ascolterete questo non avrete dubbi. I Monarque sono la band definitiva che elimina qualsiasis concorrente. Un album a mio avviso semplicemente strepitoso. Energico, violento, brutale, tecnico e atmosferico: a volte credo proprio che si vada persino oltre la perfezione. Basti ascoltare semplicemente la voce e l'intensità complessiva dei suoni. Un'onda sonora insormontabile dotata di una potenza devastante. Mi viene da chiedermi da dove siano riusciti a tirar fuori cotanta rabbia e cattiveria per suonare in questa maniera. Tornando alle parti vocali, sentirete il volume di uno screaming difficilmente raggiungibile da chiunque. Il tempo di ascolto scorre inesorabile e non vi accorgerete nemmeno di tale evento poichè il coinvolgimento nell'ascolto stesso sarà totale ed il tempo sembrerà fermarsi. E nonostante questo sia un disco perfetto, mantengo il mio stile e non descrivo le canzoni. Sarebbe come raccontarvi la fine di un film. Prendete questo disco e godetevelo fino alla fine dei vostri giorni. Se non lo fate finirete in paradiso! (B.E)
NARGAROTH - Jahreszeiten
Già attivi in questo stupendo 2009 col singolo "Winter", i Nargaroth registrano un album a dir poco meraviglioso. Dopo un prologo interamente parlato in tedesco, abbiamo "Frühling", un brano a dir poco commuovente. Gelido, spietato, violento e con una velatura pagan folk di straordinario effetto. "Sommer" ha toni meno aggressivi e i Nargaroth ci stupiscono con una chitarra in tapping e ritmi nuovamente pagan folk che riecheggiano nel vento e poi tornano per tormentare la povera mente dell'ignaro ascoltatore che si vede continuamente sorpreso e colto in contropiede. La stessa "Sommer" contiene delle parti il cui riff mi ricorda i Dark Tranquillity di "The gallery", mentre il pezzo che va dai tre quarti del brano fino al finale, non ha eguali. "Herbst" è un tributo ai padri: i Bathory! La pioggia incessante, gli ululati del lupo, il vento, tuoni, fulmini e una chitarra che altalena riff e spezzoni di altissimo livello puntando solo ed esclusivamente sulla semplicità. Il vero genio parte proprio da semplici concetti, quelli che il metal estremo aveva per anni dimenticato e che solo con l'esperienza e con grande dedizione si può riscoprire. Che altro aggiungere? Non è mica finita qui! C'è anche l'immensa, iperveloce e agghiacciante "Winter" che parla da sola! Insomma "Jahreszeiten" è una durissima lezione a tutti coloro che suonano o pensano di suonare black metal. Sarà dura per le mezze calzette, ma il black metal non è più quello dei fighetti, delle tastierine e dei compromessi già da diversi anni. Il black metal è tornato ormai nelle mani dei legittimi proprietari proprio come aveva previsto Euronymous(R.I.P.). Hail Nargaroth! (B.E)
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