BELPHEGOR - Lucifer Incestus

Dopo lo scioglimento dei gloriosi Abigor, in Austria sventola sempre più alta la bandiera dei Belphegor. Una band che non è nuova a nessuno. Loro ci sono da tantissimi anni e hanno sempre fatto ciò che volevano senza stare a sentire nessuno. Straordinariamente coraggiosi e pieni di forza, ironia, voglia di fare e... tanta tanta violenza! Dopo aver fatto da spola con i precedenti album ora i Belphegor si apprestano ad incrementare il loro livello di conoscenza presso il pubblico a livello internazionale. Infatti quest'album li proietta direttamente verso la vetta della scena attuale che a dispetto del 90% del pubblico europeo, è sempre più viva e piena di sorprese. Ma "Lucifer incestus" per me non rappresenta nessuna eccezione, nessuna sorpresa, poiché così doveva essere e così è stato: i Belphegor hanno sfornato un album massiccio, violento, brutale, oscuro satanico e ottimamente prodotto. Un capolavoro. Dopo un'intro da rituale la macchina da guerra di Helmuth e soci non si ferma più alternando le parti più veloci e tipiche del loro suond caratteristico a parti mid-tempo asfissianti. Non c'è nessuna via d'uscita, una volta entrati nel tunnel infernale non c'è scampo poiché la luce non entrerà mai più! Straodinarie le prime tracce "Goatchrist" e "Diaboli ritus in Lumbar est", Poi c'é "Fuck the blood of christ" di grande caratura ritmica. La velocissima title-track e la magnifica "Fleschrequiem 69". Adoro questo genere, adoro la violenza satanica contro i ratti predicatori della Chiesa, (come li chiamano loro) contro la normalità, contro tutto ciò che è banale e scontato. Un disco da avere assolutamente. Solo le chitarre acustiche della title-track valgono il prezzo intero del disco. Comprate l'edizione col video e fatevi due risate! Qui l'inferno è servito su un piatto d'argento ed è impossibile rifiutarlo! Fuoco alle ceneri! (B.E.)

Anno: 2000 My Space Paese: Austria
 

BLOODLINE - Werewolf training

Prodotto dalla Selbstmordt che ho sempre osannato e che fece uscire Craft e Shining, il nuovo capolavoro è targato Bloodline. Dietro questo side-project si nascondono Nattefrost e alcuni membri degli Aborym. L'intro ha un sapore noise che ricorda su tutti Brighter Death now e MZ412, ma della stessa title-track emerge il primo riff tagliente come un rasoio. Una produzione eccelsa e adeguata alle atmosfere ricreate, chitarra zanzarosa alla Burzum, drum-machine in mid-tempo e la voce di Nattefrost. Questi sono solo alcuni elementi caratteristici, ma abbiamo ancora tanto altro come le sfuriate e gli abbellimenti del key-programming sempre inserito nei punti giusti e gli stop and go di Nattefrost. Un disco che farà molto piacere agli amanti del genere che faranno indigestione di tristezza e depressione suicida. Un acquisto obbligato se volete leggere i testi veramente profondi e ricchi di nuovi spunti. Non solo musica, non solo aggressività e malinconia, ma anche un vero concept-album. Una band che vorrei risentire ancora in futuro, sperando che non sia solo un side-project come ho appena ipotizzato. Nell'attesa di nuove e piacevoli notizie, cominciate con l'acquistare questo album e mi darete ragione di quanto ho detto finora. (B.E.)

Anno: 2000 My Space Paese: Norway