BLOODLINE - Werewolf training

Prodotto dalla Selbstmordt che ho sempre osannato e che fece uscire Craft e Shining, il nuovo capolavoro è targato Bloodline. Dietro questo side-project si nascondono Nattefrost e alcuni membri degli Aborym. L'intro ha un sapore noise che ricorda su tutti Brighter Death now e MZ412, ma della stessa title-track emerge il primo riff tagliente come un rasoio. Una produzione eccelsa e adeguata alle atmosfere ricreate, chitarra zanzarosa alla Burzum, drum-machine in mid-tempo e la voce di Nattefrost. Questi sono solo alcuni elementi caratteristici, ma abbiamo ancora tanto altro come le sfuriate e gli abbellimenti del key-programming sempre inserito nei punti giusti e gli stop and go di Nattefrost. Un disco che farà molto piacere agli amanti del genere che faranno indigestione di tristezza e depressione suicida. Un acquisto obbligato se volete leggere i testi veramente profondi e ricchi di nuovi spunti. Non solo musica, non solo aggressività e malinconia, ma anche un vero concept-album. Una band che vorrei risentire ancora in futuro, sperando che non sia solo un side-project come ho appena ipotizzato. Nell'attesa di nuove e piacevoli notizie, cominciate con l'acquistare questo album e mi darete ragione di quanto ho detto finora. (B.E.)

Anno: 2000 My Space Paese: Norway
 

CARPATHIAN FOREST - Defending the throne of evil

I conati di Nattefrost ci danno il benvenuto nel nuovo album dei Carpathian Forest. Puro e semplice black metal come solo loro sanno fare. "It's darker than you think" è una song ormai celebre e acclamatissima nei live-show della band. "Skjend hans lik"è cantata in lingua madre ma è ugualmente bellissima. Ho notato subito una maggiore pulizia nei suoni, una produzione superba offerta dalla Season of mist. La band si concentra molto su riffs noisy con un tappeto di tastiere su sfondo che evocano i soliti angeli squartati nel cielo. "Put to sleep like a sick animal!!!" la dice tutta su questo più di "The well of all human tears". Ma ciò che è strano è che quando sono usciti tutti gli altri album, bastavano i primi minuti se non i primi 45 secondi per innamorarsi del disco. Questa volta invece, ho dovuto riascoltare il disco fino ad impare alcuni pezzi a memoria prima di scrivere questo giudizio. Alla fine il male ha trionfato poichè ad ogni ascolto, la voglia di rimettere questo cd nel lettore aumenterà a livello esponenziale di volta in volta. Un album indimenticabile come tutti quanti del passato e del presente dei Carpathian Forest. Ora ci aspettiamo ancora di meglio e vi assicuro che per Nattefrost e soci non sarà facile tener testa alla concorrenza. (B.E.)
Anno: 2000 My Space