ABIGOR - Structures of Immortality 7EP
Raro EP della storica band austriaca. 2 tracce completamente strumentali!!! Una goduria pazzesca in grado di ammaliare chiunque, anche chi non ascolta black metal. Del resto stiamo parlando di una delle band più influenti e importanti in campo black metal da quando è nato il genere. Listen or die. (B.E)
ABSURD, GBK, SIGRBLOT - Weltenfeind (Split 2008)
Triplo split veramente fenomenale per 3 gruppi fondamentali per la scena black metal mondiale. Nonostante le loro tendenze e la loro inclinazione verso tematiche di estrema destra, apprezzo molto la loro musica. Soprattutto gli Absurd che aprono il CD, suonano 4 pezzi veramente micidiali. "Weltenfeind" è la title track dello split ed è semplicemente il miglior pezzo del disco. Poi è la volta della violentissima "Black hand of death" che squarcia il suono e sottopone l'ascoltatore ad un vero attacco sonoro che stringe come una morsa di serpente e non molla mai. Un pezzo anch'esso dal groove molto deciso, pesante e molto personale. Un vero must degli Absurd stessi. "Ulfhednir - todesschwadron" è molto old style, creativa e molodica allo stesso tempo, Un brano che esalta le qualità tecniche del gruppo ed evidenzia ancora una volta un impatto ed un'energia che solo gli Absurd in un contesto così strettamente brutale riescono a sprigionare. "Die gesandten des grauens" chiude le danze ed è la volta della cult band Grand Belial's Key capitanata da Gelal. E anche qui non ce ne è per nessuno. Black metal con B più che maiuscola in "It bribes the heavens". Con una song così lenta e drammaticamente atmosferica e pesante il gruppo evidenzia come sia in grado di sorprendere sempre come ha già fatto nei propri dischi in precedenza. "Mourners flock to the Gethsemane" è un classico pezzo dei GBK che torna su ritmiche più violente ma non accelera i tempi. Infatti il tono così pacato e dannatamente sorprendente viene mantenuto in "Yaweh's charlatans" che dura oltre 8 minuti per poi chiudere con "Can't tell no one" dai toni hardcore. Infine è la volta dei Sigrblot, band che mette insieme le caratteristiche di GBK e Absurd e che risulta veramente interesante sotto ogni punto di vista. Lascio a voi il piacere di scoprire l'essenza delle loro idee e dei loro pezzi, ma vi impongo di procurarvi questo disco ad ogni costo poichè si tratta di un capitolo veramente importante nell'evoluzione del black metal negli ultimi anni. (B.E)
ACHERON - Rites of the black mass
I discendenti della chiesa di Satana di Anton La Vey esordiscono con un LP semplicemente spaventoso. Un albumdemo che è entrato nella leggenda allo stesso modo con cui è scomparso dalla circolazione. Il silenzio e le leggende metropolitane che ruotano attorno a questo nastro così intriso di rabbia e violenza satanica, ha veramente del paranormale. Ho sentito anche che l' intero album è stato sottoposto a censure da non so chi e se così fosse non farebbe che aumentare la fama di questo lavoro già di per sé grandioso. Un turbinio di intro e outro, sostengono brani di "True satanic deathlack metal" (è così che si definiscono loro nel sito ufficiale) come "Thou art lord", la sontuosa "Ave Sathanas", "Summon the master" o la significativa "Enochian key". Il disco segue un filone ben preciso che è quello del satanismo che vogliono riportare alle antiche origini rivelandone la vera essenza. Semplicemente imperdibili e indimenticabili! (B.E.).
My Space
Paese: United States
ALTAR OF PLAGUES - White tomb
Supporto e dedizione assoluta nei confronti di questa band irlandese! Questo disco è semplicemente incredibile, da brivido. Ti rapisce fin dal primo istante e ti lega ad una sedia per ascoltare con attenzione tutta la potenza, la violenza e la malinconia distruttiva che sprigiona. Il disco è diviso in due parti. La prima a sua volta è divisa da due brani che insieme valgono quanto un disco intero. La durata è di oltre 26 minuti: un'autentica antologia, e stiamo parlando solo dei primi 2 brani!!! Lasciate ogni speranza voi che entrate. Questa è la dimora del suicidio. Un autentico bagno di sangue che trasforma la musica in incubi infiniti di sofferenza e depressione cronica. Un cammino tracciato attraverso tutte le piaghe dell'ignobile genere umano. Sia nel concept che nella musica non manca proprio nulla: suoni puliti, dinamici e imprevedibili, voci strazianti, chitarre aggressive, con suoni sempre puliti e una vena malinconica costante. La creatività e il dinamismo, come già accennato, sono costanti e di un'elevatura spaventosa. Non so proprio che altro aggiungere. Un disco monumentale che va ascoltato fino alla nausea e che proietta gli Altar of Plagues nell'olimpo delle migliori band di metal estremo di tutti i tempi. Immensi. (B.E)